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La Scuola nautica del Bethar |
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Scritto da Enrico Ciancarini
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lunedì 21 gennaio 2008 |
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Estratto da "Enrico Ciancarini, Storia di Civitavecchia, Volume VI, La Prima guerra mondiale e il fascismo dal 1915 al 1939, Civitavecchia, 2007, p. 275-281" e presentato al Convegno AIDMEN tenuto a Roma il 17 novembre 2007 presso la Confraternita di San Giovanni Battista de’ Genovesi.
Dallo stesso convegno vedere anche Il contributo italiano alle navi dell'Aliyah Bet 1945-1948 di Achille Rastelli.
Nell’autunno del 1938 l’Italia si scopre antisemita, il governo mussoliniano emette una serie di provvedimenti per la “difesa della razza”, discriminando i cittadini italiani di religione ed origine ebraica1 . Civitavecchia non ha abitanti di origine ebraica, di riflesso è coinvolta nell’applicazione delle nuove norme legislative, ne troviamo cenni in diversi documenti ufficiali. Uno di questi è di carattere bancario e riguarda la presenza nella locale Cassa di Risparmio di rapporti intrattenuti con cittadini ebrei.
Il documento proviene dall’agenzia civitavecchiese della Banca d’Italia, datato 15 dicembre 1938, in cui il Capo dell’agenzia risponde a un quesito posto dalla Vigilanza: si informa che la Cassa di Risparmio di Civitavecchia non denuncia nessuna posizione creditoria verso ebrei, anche di cittadinanza italiana2 .
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L'informazione navale fra '800 e '900 |
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Scritto da Achille Rastelli
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giovedì 10 gennaio 2008 |
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Intervento presentato al convegno “Conoscere il nemico – Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea” tenuto a Milano presso la Sala Convegni di Banca Intesa il 2-3-5 aprile 2003
Le fonti di valutazione dello stato di conoscenza
reciproca all'inizio della navigazione a vapore
Se parliamo di influenza dell'informazione navale sulle scelte politiche di una nazione, dovremmo cominciare con l'elenco degli Imperi marittimi, senza dimenticare che l'esercizio del potere reale si è sempre accompagnato al potere sul mare, con poche eccezioni nella storia. Senza dover risalire alla potenza navale cretese o a quella fenicia o greca, basterà ricordare il principio generale che chi domina il mare domina i mercati di tutto il mondo, esporta i propri prodotti e la propria cultura, decide chi e che cosa può far parte dell'economia mondiale. Non è un caso che il momento di decollo del potere di Roma è coinciso con il dominio del Mediterraneo.
Saltiamo però un po' di secoli e veniamo all'epoca moderna per valutare i rapporti fra ammiragli e politici.
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Ricorrenze: il tragico varo della "Principessa Jolanda" |
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Scritto da Giovanni Panconi ed Enzo Scalfarotto
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venerdì 10 agosto 2007 |
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Cent'anni fa - Il 22 settembre 1907 il piroscafo "Principessa Iolanda" del "Lloyd Italiano" si rovescia durante il varo a Riva Trigoso (Genova)
Il “Lloyd Italiano”, società di navigazione fondata a Genova nel 1904 dal senatore Erasmo Piaggio (già Direttore Generale della Navigazione Generale Italiana), commissionò al Cantiere di Riva Trigoso della Società Esercizio Bacini, diretto dall’ing. Francesco Tappani, la costruzione di una coppia di piroscafi di 9000 tsl ai quali vennero imposti i nomi di “Principessa Iolanda” e “Principessa Mafalda” figlie dell’allora Re Vittorio Emanuele III° e della Regina Elena. Le intenzioni della Compagnia armatrice erano quelle di destinare le due nuove unità, veloci e lussuose, al servizio di linea con il Sud America in concorrenza con società di navigazione straniere di grande prestigio come la Royal Mail, la Amburghese Sud Americana, il Lloyd Reale Olandese ecc. Le loro caratteristiche principali: stazza 9210/5087 tn, lunghezza 141 m., larghezza 17 m.,due alberi, due fumaioli, due eliche, apparato motore di 12.000 cv, velocità 18 nodi. Erano previsti 100 posti in classe lusso, 80 di prima classe, 150 di seconda e capacità per 1200 emigranti.
La Società, ancor prima del varo dei piroscafi, aveva iniziato una campagna pubblicitaria con la quale dava risalto alle qualità delle nuove navi, talché, come si può vedere dalla riproduzione di una cartolina d’epoca, aveva propagandato la “Principessa Jolanda“ che non entrò mai in servizio.
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